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Sintesi del programma del biennio 2017-2019

Discutere e dibattere per fare urbanistica

Il Paese e la Regione hanno attraversato nell’ultimo decennio importanti cambiamenti con ricadute enormi a livello territoriale e significativi impatti per la pianificazione urbanistica. La crisi economica e finanziaria, infatti, abbattutasi con forza sul settore delle costruzioni e del welfare locale ha messo in discussione le consolidate pratiche di costruzione dell’urbano e le azioni di risposta ai bisogni dei cittadini.
Gli strumenti di pianificazione, frutto di una stagione di crescita, si sono ritrovati del tutto inadeguati a rispondere alle nuove esigenze e alle domande provenienti dal territorio.
La situazione nella quale ci troviamo rappresenta per alcuni aspetti una grande opportunità: di riflessione; di rilancio; di ripensamento e riproposizione di nuovi strumenti – normativi e non – ma anche di nuovi approcci, sinergie e pratiche.
Ci troviamo in una nuova stagione urbanistica nella quale è necessario rilanciare su alcune questioni e temi in forma diversa. Proviamo ad elencarne alcuni.

- Il ruolo degli strumenti urbanistici (così come definiti dalla legge 11/2004): fenomeni e dinamiche di trasformazione spesso si sviluppano al di fuori o al di la della strumentazione urbanistica in senso stretto, questo ne dimostra una qualche debolezza. Bisogna capire come il piano nelle sue diverse forme sia capace di rispondere alle diverse questioni che il processo di pianificazione nel suo complesso (redazione, adozione, implementazione) pone; ma è necessario però anche capire e interrogarsi sulle diverse forme di intervento ed i relativi strumenti.
- Il ruolo della conoscenza del territorio regionale, sia da un punto di vista fisico che sociale per comprenderne le trasformazioni, le evoluzioni recenti, ma anche le diverse pratiche che negli anni si sono manifestate e che risultano frutto anche dell’attività di un tessuto sociale fatto di associazioni, terzo settore, privato sociale in genere che in questi anni ha partecipato attivamente alla costruzione del territorio. Gli usi che sul territorio si manifestano vanno intercettati e analizzati anche attraverso forme di partenariato alla scala locale o con le Università del Veneto.
- Il processo di rigenerazione urbana oggi tiene conto della componente sociale e delle istanze di inclusione, sostenibilità e resilienza, il che comporta un generale cambiamento dell’approccio all’intervento urbano, oggi più attento a contrastare gli “effetti” non attesi della riqualificazione meramente fisica. Parallelamente processi di innovazione sociale mettono in campo pratiche significative capaci di dare risposte anche in termini di welfare locale, e di riusare un patrimonio abbandonato o sottoutilizzato.

Per fare fronte a queste nuove condizioni si rendono indispensabili alcune azioni che diano concretezza alle questioni sopra citate. Le azioni che si propone di intraprendere sono diverse e si muovono in più ambiti di intervento, così sintetizzabili:

  1. Partecipazione all’attività di pianificazione nel territorio regionale e relativo monitoraggio.
  2. Collaborazione con Enti e Istituzioni.
  3. Rapporti con gli associati.
  4. Organizzazione di un convegno annuale e di seminari a tema.
  5. Attività di ricerca e attenzione al territorio.
  6. Avvio di una riflessione sul ruolo della formazione e professione.
  7. Lavorare sulla comunicazione e l’informazione in parallelo alle attività portate avanti.
  8. Catalogazione dell’Archivio dell’INU Veneto.
[ Ultima modifica il 1 ottobre 2017 ]
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