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Urbanistica Informazioni, numero 207
Questioni e lineamenti di progetto per il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento del Veneto

A quattordici anni dalla sua approvazione la Regione Veneto ha deciso di avviare, nel 2004, la stesura del nuovo Ptrc orientando i suoi contenuti verso un’attenta pianificazione paesaggistica.

Il processo di redazione del nuovo piano regionale ha preso avvio con la redazione del Documento Programmatico Preliminare per le consultazioni (ai sensi del comma 5, articolo 3, della nuova Lur, n. 11 del 2004) e successivamente con la stesura di un secondo elaborato, che costituisce un documento "metaprogettuale", dal titolo Questioni e lineamenti di progetto (datato febbraio 2005), che ha come obiettivi la definizione dell’assetto territoriale e la ricomposizione del quadro di riferimento per la costruzione degli scenari di piano e dei progetti strategici.

Il nuovo documento ribadisce la scelta, già operata dal primo Ptrc, di configurarsi come uno strumento di pianificazione urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici, ai sensi dell’articolo 135, comma 1, del DLgs n. 42 del 2004.

Il documento del 2005 rivolge l’attenzione a temi emergenti quali gli scenari europei, il consumo di suolo, i processi di concentrazione e diffusione insediativa, le centralità urbane, l’armatura infrastrutturale e l’assetto paesaggistico. Alla questione della tutela e della valorizzazione paesaggistica, assunta come centrale dalle politiche territoriali, viene dedicato un approfondimento sia metodologico che applicativo.

Due sono i principi guida della pianificazione paesaggistica che il futuro piano dovrà assumere (derivanti dalla Convenzione europea sul paesaggio e dall’Accordo Stato-Regioni): l’estensione della pianificazione a tutto il territorio regionale, superando in tal modo la concezione di tutela ai sensi della legge 431 del 1985 che caratterizzava il primo Ptrc, ed il ricorso ad un ampio coinvolgimento delle popolazioni locali nella definizione degli obiettivi di qualità paesaggistica.

La metodologia per la pianificazione paesaggistica nel nuovo Ptrc

La metodologia approntata per la definizione dei contenuti paesaggistici del nuovo Ptrc riprende le disposizioni indicate dall’articolo 143 del DLgs 42/04 che detta le linee ed i principi per la formazione del piano.

Il percorso sviluppato si articola in fasi diverse che prendono avvio dalla conoscenza.

La lettura non può che fondarsi sulla comprensione di tutto il territorio considerando unitariamente gli aspetti ecologici, naturalistici e storico-culturali. In tal modo viene superato l’approccio settoriale che concepiva il paesaggio come la somma di singole entità a sé stanti. Ciò comporta sia un nuovo metodo di lettura dei paesaggi che una nuova concezione degli strumenti di pianificazione e governo del territorio.

L’identificazione, intesa come descrizione delle caratteristiche e specificità dello spazio regionale, è il passaggio successivo alla conoscenza. Questa fase è finalizzata alla redazione di ricerche e studi orientati all’individuazione dei paesaggi, all’analisi delle peculiarità, alla descrizione delle dinamiche e delle pressioni a cui sono soggetti i diversi ambiti territoriali, alla definizione di sintesi interpretative.

Il passaggio dalle fasi conoscitiva e identificativa a quella valutativa (secondo i livelli di rilevanza e integrità), preliminare alla definizione degli ambiti omogenei, costituisce un momento di verifica della congruenza e dell’efficacia metodologica.

La fase che segue presuppone un’interpretazione critica degli elementi che compongono il paesaggio. Si tratta di attribuire dei valori alle singole risorse paesaggistiche, alle loro stratificazioni e combinazioni per definirne gli elementi di qualità e/o criticità.

Obiettivo della valutazione è fornire i criteri per determinare quali elementi sono unici ed in quanto tali meritevoli di protezione, quali caratteristiche richiedono una pianificazione volta a preservarne la qualità, e quali ambiti meritano di essere valorizzati.

Il processo valutativo avviene attraverso il riconoscimento dei gradi d’integrità e rilevanza in funzione dei valori paesaggistici.

Per quanto concerne il concetto d’integrità si evidenzia la volontà di misurare le alterazioni sia dei singoli manufatti che dei sistemi spaziali-funzionali. Con integrità non si intende l’invariabilità (impossibile e tautologica) dei caratteri originari, quanto piuttosto una condizione di coerenza dei processi evolutivi, che tenga conto del livello di congruità e compiutezza delle trasformazioni subite nel tempo, sia in ordine alla chiarezza delle relazioni storico-paesaggistiche, sia riguardo al grado di conservazione delle emergenze culturali puntuali, sia riguardo alla leggibilità dei sistemi di permanenze (di continuità, stabilità e costanza dei caratteri formali e funzionali in rapporto al contesto).

Le difficoltà incontrate nell’attribuire un significato rigoroso al termine integrità riferita ad un contesto paesaggistico, sembrano aumentare quando si affronta il concetto ancora più impegnativo di rilevanza. Questo infatti rinvia ad un insieme di valutazioni, che possono risultare, sia di natura oggettiva che di ordine soggettivo. Restando nella sfera dell’oggettività si può affermare che la rilevanza di un sistema paesaggistico può essere determinata dalla caratterizzazione, dalla qualificazione, cioè dalla "iconicità" del sito considerato; mentre dal punto di vista soggettivo essa invece può essere ricondotta alla riconoscibilità generale, all’identità condivisa, alla valenza simbolica che a tale quadro paesaggistico sono attribuite.

È infatti la società civile che nel corso della sua storia politica e della sua evoluzione culturale, attribuisce a determinati siti/oggetti una capacità di evocazione e di rappresentazione di valori e di caratteri che vengono perciò considerati emblemi distintivi e/o identitari dell’intera comunità e che sono conseguentemente assunti come patrimonio collettivo.

Sulla base del livello d’integrità e rilevanza dei valori paesaggistici la pianificazione regionale disciplina le forme di tutela, valorizzazione e riqualificazione. A tal fine vengono individuati i diversi ambiti omogenei, da quelli di elevato pregio a quelli compromessi o degradati.

Gli ambiti, strumento di rappresentazione olistica del paesaggio, sono caratterizzati da sistemi di relazioni ecologiche, percettive, storiche, culturali e funzionali tra componenti eterogenee che conferiscono loro un’immagine e un’identità distinta e riconoscibile. Gli ambiti vengono inoltre definiti sulla base delle caratteristiche bio-fisiche, dei caratteri del linguaggio degli insediamenti e delle culture delle popolazioni che vi abitano.

All’individuazione degli ambiti, segue la fase in cui vengono dichiarati gli obiettivi di qualità paesaggistica attribuiti a ciascun contesto identificato. La Convenzione Europea precisa che prima dell’adozione di qualsiasi provvedimento di tutela, pianificazione, trasformazione e gestione di un paesaggio, appare essenziale fornire alla comunità una definizione degli obiettivi che si voglio conseguire. La formulazione degli obiettivi (dopo il riconoscimento delle caratteristiche e peculiarità di ogni ambito analizzato) è volta a precisare gli esiti a cui saranno finalizzate le politiche, le scelte strategiche e gli strumenti, attivati per la tutela, la valorizzazione e la riqualificazione del paesaggio.

Dagli esiti dell’analisi si ricavano gli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi di qualità: tra questi, ad esempio, l’indice di reversibilità ambientale che fornisce indicazioni sulla compatibilità ambientale degli "interventi", tale da garantire un sufficiente grado di tutela del paesaggio. Questo approccio offre la possibilità di orientare lo "sviluppo" minimizzando la disgregazione degli ecosistemi presenti, a condizione che vengano rispettati i parametri relazionali degli stessi.

L’individuazione degli obiettivi di qualità è propedeutica alla definizione di prescrizioni generali ed operative per la tutela e l’uso del territorio. L’apparato normativo è finalizzato all’armonizzazione della tutela con la pianificazione e la gestione del paesaggio. L’obiettivo da perseguire è quindi quello di accompagnare con un’azione coerente i cambiamenti futuri, riconoscendo l’intrinseca diversità e la particolare qualità dei paesaggi. L’impegno e lo sforzo di pianificazione consistono dunque nel preservare e arricchire tale diversità e qualità. Gli interventi congiunti di tutela e valorizzazione paesaggistica nell’indirizzo di piano e nell’intervento di progetto, dovranno essere congrui con le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo economico e produttivo del territorio.

Primi esiti applicativi

L’applicazione del percorso metodologico appena presentato ha preso avvio dall’individuazione di una serie di indicatori necessari al fine di comporre il quadro conoscitivo. Tali indicatori descrivono i caratteri: fisico-ambientale, percettivo-morfologico, storico-culturale, geografico-paesaggistico, insediativo-infrastrutturale e le loro interrelazioni. Ad essi è stato aggiunto l’insieme delle conoscenze relative ai rischi, dissesti e degradi che hanno portato alla determinazione del livello di fragilità e vulnerabilità delle risorse paesaggistiche.

Il complesso delle ricerche, dei rilevamenti e delle analisi ha permesso di realizzare un insieme di "sintesi descrittive-interpretative" della struttura del paesaggio. Le sintesi costituiscono la lettura propedeutica alla costruzione delle prime ipotesi di progetto.

Si tratta di un complesso di conoscenze, da assumere unitamente alle questioni insediative, all’assetto socio-economico, infrastrutturale, etc. che trovano la loro integrazione nello strumento di pianificazione che, come visto in precedenza, è ad un tempo urbanistico-territoriale e paesaggistico.

Contenuti Sintesi interpretative
Sistemi geografici Riconoscimento di ambiti caratterizzati da differenti sistemi di relazioni storico-morfologico-ambientali-simboliche
Geomosaico, Biomosaico, Ecostruttura Analisi e interpretazione degli elementi strutturanti che compongono il mosaico abiotico/biotico e le loro forme e modalità d’aggregazione, interrelazione e distribuzione nel paesaggio
Usi e risorse primarie Rapporto tra gli usi agro-forestali e le risorse primarie del territorio (suolo, acqua, etc.)
Permanenze e morfologia del paesaggio storico Riconoscimento della continuità nel tempo dell’assetto territoriale (agro-forestale) in rapporto alle trame insediative storiche
Morfologia insediativa Rapporto tra la struttura insediativa e la morfologia del territorio
Percettivo-morfologico I valori che il paesaggio esprime in termini di manifestazioni identitarie percepibili

Al termine di questo processo di sintesi, che ha coinciso con la conclusione della seconda fase, è stata elaborata la tavola degli "Ambiti strutturali di paesaggio" che rappresenta il raccordo tra il momento conoscitivo-identificativo e quello valutativo preliminare alla definizione degli ambiti omogenei. La carta rappresenta gli ambiti caratterizzati da un’immagine e un’identità distintiva derivata dall’insieme delle relazioni ecologiche, storiche, culturali e morfologiche. Ha inoltre permesso la verifica ex-post della congruenza e dell’efficacia delle sintesi interpretative.

[ Ultima modifica il 28 giugno 2006 ]
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