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Potere di pianificazione, aspettative del privato e contenuto del diritto di proprietà alla luce della L.r. 11/2004
21 gennaio 2011

Venerdì 21 gennaio 2011
Palazzo Bonin-Longare – Vicenza
Corso Palladio n. 13

Sono passati oltre sei anni dall’entrata in vigore della legge regionale 11/2004, “Norme
per il governo del territorio”, che ha riformato contenuti e procedure della
pianificazione urbanistica e territoriale.
Tra le principali innovazioni apportate alla pianificazione urbanistica comunale vanno
sicuramente annoverati:
a) lo sdoppiamento del Piano Regolatore Comunale nelle relative componenti
strategico-strutturale (PAT: Piano di assetto del territorio) ed operativa (PI: Piano degli
interventi);
b) il riconoscimento della “perequazione” come tecnica di pianificazione comunale, di
cui il PAT stabilisce criteri e modalità di applicazione e che il PI, i PUA (Piani
urbanistici attuativi) ed i comparti urbanistici attuano concretamente.
Non si può non rilevare, peraltro, che da numerose esperienze fin qui registrate
emergono aspetti di criticità se non, addirittura, più o meno evidenti “deviazioni”
dall’impianto normativo delineato dal legislatore della riforma urbanistica regionale.
Da un lato, nonostante le premesse teoriche e le frequenti enunciazioni riportate nelle
singole normative di Piano, PAT e PATI presentano contenuti innegabilmente
conformativi della proprietà fondiaria, “impattando” direttamente sul patrimonio
giuridico di chi confida in quanto gli è stato riconosciuto dalla strumentazione attuativa,
magari già convenzionata.
Dall’altro, la perequazione, anziché mera tecnica di pianificazione, si configura
sovente quale istituto di “fiscalità immobiliare”, attraverso il quale perseguire politiche
di prelievo di parte della rendita fondiaria e di relativa redistribuzione a vantaggio della
collettività.
Tutto ciò comporta evidenti problematiche di ordine giuridico, aggravate dall’assenza
di un quadro univoco di riferimento nazionale e dal pesante ritardo della Regione
Veneto nell’approvare alcuni atti di indirizzo che avrebbero dovuto accompagnare,
integrandola, la messa a regime della L.R. 11/2011.
Per riflettere su questi temi, Confindustria Vicenza ha chiamato a discutere con gli
operatori pubblici e privati del settore alcuni autorevoli giuristi in campo urbanistico.

Programma

ore 9.15 – 12.30

Accreditamento dei partecipanti

Saluto
Gaetano Marangoni – Presidente Sezione Costruzioni edili

Introduzione dei lavori
Marino Breganze – docente di diritto urbanistico – Università di Padova

I limiti allo jus variandi nella pianificazione comunale e la tutela dell’affidamento
ingenerato nei privati anche alla luce della nuova articolazione degli strumenti urbanistici
Vittorio Domenichelli – docente di diritto amministrativo – Università di Padova

Dallo strumento autoritativo a quello consensuale - convenzioni urbanistiche ed accordi
pubblico-privato: lesione degli interessi privati e profili risarcitori anche tramite ricorso a
compensazioni
Giovanni Sala – docente di diritto amministrativo – Università di Verona

La perequazione urbanistica ed i limiti alla compressione della proprietà privata ed
all’imposizione di prestazioni patrimoniali. L’alternativa della premialità.
Massimo Ghiloni – direttore Area Legislazione e Mercato privato ANCE (Associazione
Nazionale Costruttori Edili)

Dibattito

Conclusioni
Marino Breganze – docente di diritto urbanistico – Università di Padova

Per informazioni

CONFINDUSTRIA VICENZA
Associazione Industriali della Provincia di Vicenza
36100 Vicenza - Piazza Castello, 3
Telefono 0444 232500 Fax 0444 526155
www.assind.vi.it assind@assind.vi.it

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