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Materiali del convegno "Tipologie edilizie e tipologie funzionali: regole e politiche"

Il terzo seminario “Tipologie edilizie e tipologie funzionali: regole e politiche”, svoltosi presso il Forum Center di Vicenza, è stato presentato dall’Arch. Antonio Bortoli, Direttore generale del Comune di Vicenza, e coordinato da Francesco Sbetti, INU Veneto.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i seguenti casi studio:
- Ri-Uso rigenerazione urbana a Bolzano: l’efficienza energetica in contesti storici
Relatore: Martina Demattio
- Tecnologie della comunicazione e beni culturali nella città intelligente
Relatore: Marco Gaiani
- Il Piano di Rimini
Relatore: Rudi Fallaci
- Il Piano di Roma [ parte 1, parte 2 ]
Relatori: Marco Tamburini, Daniela Santarelli

Nel primo intervento, Martina Demattio ha presentato brevemente la storia di Agenzia CasaClima di Bolzano, illustrando i propositi dell’azienda per ciò che riguarda la gestione intelligente dell’efficienza energetica nell’ambito del risanamento edilizio in Alto Adige. A tal proposito, con riferimento alla delibera della giunta provinciale n. 1609/2009 Demattio ha spiegato quali misure devono essere adottate nel corso della riqualificazione energetica degli edifici storici esistenti: definizione dei limiti al risanamento, accertamento dello stato di fatto, certificazione degli interventi su singole unità abitative. Marco Gaiani, riprendendo le argomentazione del secondo incontro “Piani e politiche smart per i centri storici”, ha definito quali dovrebbero essere le caratteristiche di una cosiddetta Creative/Smart City e quali criteri dovrebbero esser considerati in termini di conservazione, gestione, e soprattutto comunicazione dei beni culturali. Affinché quest’ultima possa definirsi intelligente, è infatti necessaria l’implementazione di un sistema informativo integrato (dispositivi analogici e digitali), definito come una sorta di “sistema conoscitivo” contenente tutte le informazioni sul patrimonio e capace di permettere la collaborazione simultanea di più professionalità.
In seguito, in relazione al Piano di Rimini, Rudi Fallaci ha posto l’attenzione sulle trasformazioni avvenute nel centro storico secondo le regole del Piano Strutturale Comunale e del regolamento Urbanistico Edilizio. A partire dalle modalità di intervento del Piano Benevolo del 1994, nel quale si definivano le tipologie edilizie del centro storico e le destinazioni d’uso per ciascuna di esse, il PSC (2011) ha individuato le strategie e le norme entro le quali agire nella riqualificazione dell’assetto urbano. Nel RUE sono invece stati definiti i nuovi criteri di tutela ed i progetti di valorizzazione commerciale.
Infine, Marco Tamburini e Daniela Santarelli, riportando l’esperienza di Roma, hanno spiegato (citando un testo di C. Gasparrini) come nel Piano per la Città Storica convivano due modi di raccontare la città e di governare la sua conservazione e trasformazione: da un lato una dimensione regolativa-operativa che si affida alla scala dei Tessuti, dall’altro una dimensione strutturale-strategica che si concretizza nella scelta di alcuni ambiti urbani che aprono a molteplici riscoperte e prefigurazioni e sollecitano la riscoperta, il potenziamento e la reinvenzione di relazioni visive, funzionali ed ecologiche, partecipando al ridisegno della forma urbana e orientando l’offerta localizzativa di nuove centralità. A corredo delle prescrizioni di disciplina urbanistica, il PRG di Roma fornisce, accanto agli elementi di supporto alle attività di conservazione e valorizzazione, l’elaborato gestionale G1 Carta per la Qualità 1:10.000, il quale riporta una serie articolata di famiglie di beni che presentano particolare valore urbanistico, architettonico, archeologico e monumentale e restituisce esclusivamente i beni certi e certificati.

[ Ultima modifica il 29 gennaio 2013 ]
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