materiali
Materiali del convegno "Piani e politiche smart per i centri storici - Masterplan del centro storico di Vicenza"

Piani e politiche smart per i centri storici
12.12.2012

Il secondo seminario “Piani e politiche smart per i centri storici”, svoltosi nella sede comunale di Palazzo Trissino, è stato presentato da Francasca Lazzari, Assessore alla cultura e alla progettazione e innovazione del territorio, e dall’Arch. Antonio Bortoli, Direttore generale del Comune di Vicenza. Ha coordinato l’incontro Francesco Sbetti, INU Veneto.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i seguenti casi studio:
- Mobilità, accessibilità e pedonalizzazione: le misure introdotte a Brescia [ parte 1, parte 2 ]
Relatori: Gianluigi Barucco, Nadia Bresciani
- Bergamo smart city & sustainable community
Relatore: Alessandra Melchioni Negretti
- Centro storico e Cityporto: il caso di Padova
Relatore: Daniele Agostini
- Le attività dell’economia urbana nell’epoca della città intelligente
Relatore: Franco Amigoni

Nel primo intervento, Gianluigi Barucco ha presentato alcune azioni di recupero di immobili e di riqualificazione urbana delle zone a rischio nel centro storico di Brescia, e tra queste il progetto speciale Carmine. Il Piano di recupero del quartiere Carmine approvato dall’Amministrazione nel 2001 aveva i seguenti obiettivi: il recupero edilizio di 123 immobili degradati, secondo il loro valore storico/architettonico e tipologico; la riqualificazione generale del contesto urbano con interventi di riqualificazione degli spazi pubblici (strade, piazze ed edifici pubblici); la riorganizzazione del sistema dei servizi pubblici; il sostegno alle attività economiche. Nadia Bresciani, per ciò che concerne il Settore Mobilità e Pedonalizzazione del Comune di Brescia, ha illustrato l’iniziativa Civitas che prevede la promozione ed implementazione di un trasporto urbano a basso impatto ambientale con il supporto di misure tecnologiche. Il progetto si è concretizzato in una serie di servizi tecnologicamente avanzati quali Bike Sharing, Car Sharing, Metrobus e interventi di pedonalizzazione del centro storico.
Alessandra Melchioni Negretti ha definito cosa significa, a livello teorico, agire in un’ottica smart e quali peculiarità caratterizzino una smart city. Quest’ultima, per citare le parole della relatrice “nasce da una visione di città unitaria, complessiva ed integrata che abbia una strategia di fondo ben precisa declinata da una Road Map che scandisca con precisione priorità e tempi di realizzazione, non da tanti interventi settoriali parcellizzati”. In quest’ottica il Comune di Bergamo ha agito in termini di smart mobilty, ovvero trasporto pubblico e accessibilità al centro storico; smart environment, che si traduce in promozione, protezione e gestione del verde urbano nonché la bonifica delle aree dismesse; smart living, promozione immagine turistica e patrimonio culturale; smart governance, coinvolgimento dei cittadini nei temi di rilevanza pubblica e promozione di azioni di sensibilizzazione ed utilizzazione delle tecnologie nelle procedure amministrative.
Per ciò che concerne il caso di Padova, Daniele Agostini ha presentato le misure approvate dall’amministrazione per migliorare l’accessibilità al centro storico per una serie diversificata di funzioni. Ciò ha comportato l’evoluzione del trasposto pubblico locale con la costruzione della rete Sir (Sistema Intermedio a Rete) che ha avuto come obiettivo la ripartizione modale dell’area urbana, riducendo gli accessi con gli autoveicoli ed incentivando l’utilizzo dei mezzi pubblici e a due ruote. Il secondo importate contributo ha riguardato l’introduzione di Cityporto: progetto – piattaforma logistica per la distribuzione delle merci in centro storico che, mediante l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale, funge da collegamento tra il centro urbano e l’Interporto di Padova.
Infine, Franco Amigoni, citando l’esperienza dell’azienda presso la quale opera, ha messo in luce i passaggi mediante i quali si potrebbe immaginare ed attuare una valorizzazione dei centri storici urbani, ovvero: azioni promozionali/pubblicitarie, utilizzo di strumenti di prima generazione (legge 266/97), di seconda generazione (adozione di strategie di marketing urbano) e di terza generazione (creazione di distretti commerciali e smart cities). A queste azioni dovrebbero affiancarsi processi di valorizzazione di capitale culturale nonché una particolare attenzione alla coesione sociale.

[ Ultima modifica il 29 gennaio 2013 ]
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