
Università degli studi di Udine
Dottorato interfacoltà in economia, ecologia e tutela dei sistemi agricoli e paesistico-ambientali
mercoledì 28 gennaio 2009, ore 14,30
sala Fondazione CRUP, via Manin 15, Udine
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Le prospettive dell’area Alpino-adriatica-danubiana, per i prossimi decenni, non sono esaltanti. In un recente studio del network di ricerca europeo Espon, nel quale vengono combinate le analisi di economisti, urbanisti, geografi, trasportisti ed analisti ambientali delle migliori università europee, vengono identificati tre grandi scenari possibili per i territori d’Europa al 2030: uno "scenario tendenziale", uno scenario della "competitività spinta" (tra città e tra territori) ed uno scenario della "coesione territoriale".
L’intera area Alpino-adriatica-danubiana, all’interno della quale ricadono Slovenia, Carinzia, Friuli Venezia Giulia, Veneto e le altre regioni interessate al progetto dell’Euroregione:
in tutti e tre gli scenari, è connotata da un severo processo
di invecchiamento della popolazione; da un
aumento della marginalità rispetto alle aree di forte
concentrazione di flussi di persone, merci ed attività
ad alto valore aggiunto;
nello scenario della “competitività” risulta quasi completamente
esterna alle aree di concentrazione di
flussi ed attività; crescono fortemente i rischi sia
naturali (idrogeologici in particolare) sia sociali con, in
particolare, l’ulteriore marginalizzazione delle aree di
montagna; solo Lubiana emerge come città metropolitana
(ancorché debole); solo il litorale adriatico
risulta interessato da qualche processo di sviluppo
(turistico); Milano, Monaco o Vienna rimangono le
grandi realtà metropolitane a cui, necessariamente,
si deve fare riferimento;
infine, solo nello scenario della “coesione territoriale” la situazione tende a migliorare: grazie alle
connessioni policentriche che si stabiliscono tra le
principali città, si nota una crescita di rango dell’intera
area. Venezia, Trieste e Lubiana sono identificate
come possibili aree metropolitane, ancorché deboli e
Udine e Klagenfurt risultano fortemente integrate in
questo sistema policentrico metropolitano. Ma ciò
che è interessante notare è che questo sistema policentrico,
coeso al suo interno, riesce così a superare
la forza di attrazione dalle diverse grandi aree
metropolitane di Vienna, Monaco o Milano ed a
costruire una propria autonoma identità.
Si può concludere affermando che lo scenario europeo della "coesione territoriale", basato su un forte policentrismo tra città e qualità urbane e territoriali, è sicuramente quello che, dagli studi europei più avanzati e qualificati, emerge come il più adatto e desiderabile per tutta l’area Alpino-adriatica-danubiana. In questo convegno, organizzato dall’Università di Udine (con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Associazione Italiana dei Comuni e delle Regioni d’Europa, della Camera di Commercio di Udine, dell’European Council of Spatial Planners e dell’Istituto Nazionale di Urbanistica), si cerca di identificare le linee di fondo dello scenario della coesione territoriale e della strategia del policentrismo urbano e territoriale per l’area Alpino-adriatica-danubiana.
In particolare, dopo una relazione introduttiva che illustra le performance e le prospettive di alcuni casi emblematici di policentrismo urbano in Europa e negli Stati Uniti, si aprono due sessioni che entrano nel merito della questione con specifico riferimento a quella più generale istituzione delle politiche territoriali transfrontaliere che può essere l’Euroregione Alpino-adriatica-danubiana. Nella prima sessione si analizzano i profili più rilevanti di un policentrismo euro regionale e ci si chiede se una strategia policentrica è credibile e perseguibile. Nella seconda, invece, si cerca di entrare nei meccanismi di elaborazione ed implementazione delle politiche strategiche. Ci si chiede, in particolare, se si ritiene possibile la promozione di un sistema euroregionale di pianificazione del sistema policentrico messo a fuoco nella prima sessione.
Se le risposte sono sostanzialmente positive, si può delineare qualche ulteriore passo in avanti come, per esempio, la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico- scientifico per l’elaborazione di una proposta di “policentrismo euroregionale” da portare poi alla discussione e valutazione delle autorità politiche interessate a tale progetto.
Coordinamento scientifico ed organizzativo:
Sandro Fabbro
Professore di Pianificazione territoriale
DIEA, Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Udine (I)
Via delle Scienze 208, 33100 Udine (I)
Tel. +39(0)432-558055
Fax +39(0)432-558052
Email: sandro.fabbro@uniud.it
Meeting program (english version) - PDF, 509.5 Kb
Programma del convegno - PDF, 507.9 Kb
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