eventi
I centri storici oggi: conservazione e funzione
Luvigliano di Torreglia (PD)
24 novembre 2012

Ha ancora senso parlare oggi di “centri storici”? Grandi mutamenti sono evidentemente accaduti negli ultimi decenni, ma sembrano avere avuto scarsa influenza rispetto a definizioni e convenzioni stabilite in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso: il centro storico rimane una definizione apparentemente ancora valida oggi.
La questione deve, invece, essere affrontata nuovamente e utilmente riposizionata rispetto alle procedure giuridiche e amministrative, oltre che a nuovi concetti e modelli di organizzazione e gestione dello spazio abitato.

CONVEGNO REGIONALE DEL FAI VENETO
SABATO 24 NOVEMBRE 2012
Villa dei vescovi (Luvigliano, PD)

Presso la sede di Villa dei vescovi a Luvigliano (PD) si terrà, nell’arco di una giornata, un convegno organizzato dal FAI Regionale Veneto e dedicato ai centri storici; in quella occasione, da diversi tipi di specialisti, saranno affrontati una serie di problemi giuridici, urbanistici, edilizi.
Sorge prima di tutto una domanda spontanea: ha ancora senso parlare oggi di “centri storici? A nostro avviso, sì, perché negli ultimi decenni sono accaduti mutamenti tali da porre in discussione una serie di modelli stabiliti nel secolo scorso. Se la definizione di centro storico ha ancora una sua validità, ciò che oggi va riposizionata è la parte relativa alle procedure giuridiche, amministrative, oltre che ad nuovi modelli di organizzazione e gestione dello spazio abitato.
Chi risiede a Venezia – o nel centro di Firenze, di Roma – scopre di dividere con i turisti uno spazio sempre più percepibile come parco tematico, e perciò inadatto alle esigenze del vivere quotidiano. Un esito, questo, lontano dalle premesse iniziali delle politiche per la salvaguardia delle parti centrali storiche della città e che sembra porre contemporaneamente problemi nuovi di salvaguardia della complessità sociale, di difesa della spazio pubblico, di conservazione dei significati e dei caratteri del patrimonio storico. A L’Aquila, la distruzione del centro storico ha aperto una piaga di dimensioni nazionali: troppo vasto e complesso per essere ricostruito in tempi ragionevolmente brevi. Troppo lungo sarà perciò il tempo intercorso tra il suo abbandono e il suo auspicabile ripopolamento perché quella parte -un tempo nevralgica- della città possa essere restituita alla sua funzione di centro vitale e non solo a quella di monumento storico cristallizzato. Tuttavia, questo ha nello stesso tempo imposto una riflessione inevitabile: può un paese, oltre che una comunità locale, rinunciare ad una parte così importante e necessaria del suo patrimonio storico? Il convegno si articolerà in due distinte sessioni; una prima dedicata al ruolo che il centro storico può assumere nel contesto della città. Gli interventi ruoteranno attorno ad una domanda cruciale: “ha ancora senso separare la tutela e la disciplina del “centro storico” da quello del resto della città?”.
Una seconda sessione sarà più espressamente dedicata all’edilizia storica, a partire da una duplice prospettiva, spesso vista in alternativa: si tratta di un’entità da valorizzare economicamente o di un monumento da vincolare rigorosamente ? In altre parole, come conciliare salvaguardia, conservazione, adeguamento tecnologico e protezione anti-sismica? Ai lavori delle due sessioni parteciperanno, con propri interventi, massimi rappresentanti dell’UNESCO, del Governo e dell’OCSE, amministratori locali e sovrintendenti, esperti di diritto, urbanisti, architetti e specialisti di consolidamento statico, storici dell’architettura e giornalisti.

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